Il Giardino ha una sua vita

Ogni giardino ha una sua storia e per cui il giardino ha una sua vita.

Arriva il giorno in cui si decide di fare un giardino, ed alle volte è trascurato il pensiero che il giardino non è un opera a se, e che una volta fatto, negli anni esso crescerà ed evolverà.Consideriamo il giardino come un bimbo di cui desideriamo fortemente la nascita, per quanto si voglia imporre un certo stile/carattere, negli anni a seguire ci renderemo conto che per ottenere un risultato ottimale, dobbiamo trovare un accordo perché imporre alla natura le proprie fissazioni è come remare controcorrente, e sarà proprio in quel momento in cui dovremo aver capito che il giardino è in realtà un entità molto più complessa.

 

Il giardiniere deve arrivare a conquistare la filosofia del giardino dopo molti sbagli, deve porsi mille domande ad ogni sbaglio, e dopo questo gran lavoro in anni di esperienza deve essere in grado di trasmetterlo al cliente.

Il giardino nasce dalla voglia di creare ed avere un proprio spazio verde, questo credo sia il primo pensiero, sia che noi parliamo di un giardino privato o di verde pubblico, ma non possiamo di certo saltare la parte più interessante: il progetto, che si fa carico di tantissime considerazioni. I punti fissi legati alle varie considerazioni saranno il ponte di incontro tra il giardiniere, il progettista e il committente, un accordo composto da desideri iniziali, impatto estetico e le mille dinamiche a livello pratico.

Vi sono considerazioni di base e considerazioni che io ritengo di natura più avanzata, quelle che potrebbero creare i veri danni con cui si avrebbe poi a che fare negli anni a seguire, dopo che il giardino ha raggiunto una certa maturità, eh sì…perché poi si scopre che le piante crescono, anche quelle messe a pronto effetto.

Negli anni a seguire il giardino inizia a diventare un vero ecosistema. Le piante crescono, la loro forma cambia, e potrebbe cambiare anche la cornice intorno.
Il giardino non cresce da solo, ha bisogno del nostro intervento continuo, non deve essere trascurato, ogni suo elemento deve essere seguito sia singolarmente che nell' insieme perché tutto possa avere una certa armonia, le cure dovranno essere eseguite nelle giuste tempistiche e non fa differenza lo stile che scegliamo in questo.

Succede anche che ci si stanca, la moda passa, e dopo tanti anni capita di aver voglia di modificare il giardino.
La cosa migliore sarebbe quella di tenere la struttura e di proporre un cambiamento negli elementi minori, togliere ciò che per qualche motivo ha avuto problemi o creato disequilibrio e lasciare una struttura che mantenga armonia.

Possono anche accadere alcuni interventi straordinari, proprio come capita all' interno della nostra vita, vanno accettati ma allo stesso tempo seguiti in modo che il nostro piccolo o grande ecosistema non debba soffrirne troppo.

Passeranno decenni, crescerà muterà, ma come un bambino tanto desiderato dovremo ricordarci che seppur adulto rimane sempre nostro figlio nel bene e nel male perché è nato dal nostro desiderio. Per cui amatelo, curatelo crescetelo sano ed esso saprà ripagarvi stagione dopo stagione, fioritura dopo fioritura, dategli modo di stupirvi in qualsiasi momento dell’anno e qualsiasi possa essere stato l’impegno che avete messo ne sarete serenamente soddisfatti.


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