Tomicus Destruens: cos’è e come si combatte

Forse il nome potrebbe non dire niente, ma Tomicus Destruens è una specie di coleottero scolitide che si posiziona nel podio dei più temuti insetti fitofagi, la cui presenza è dannosa e determinante nel deperimento delle pinete litoranee.
Viene chiamato anche blastofago del pino, perché si nutre quasi esclusivamente delle specie di pino tipiche del Mediterraneo. Il suo ciclo di vita è caratterizzato da una fase di maturazione sessuale svolta nutrendosi all’interno di germogli apicali e da una fase di riproduzione, che si compie nel tessuto sottocorticale dei tronchi. 
 
 
La fase riproduttiva inizia con l’arrivo della primavera, quando i maschi sfarfallano e vanno alla ricerca di pini in stress - che può essere causato da altre patologie, dall’ambiente o da fattori antropici - nei quali si insediano scavandone la corteccia. All’altezza del foro di entrata, l’insetto crea la “camera nuziale”, ove avviene l’accoppiamento. Le femmine colonizzano il tronco scavando gallerie longitudinali, dette “materne”, che hanno una lunghezza variabile dai sei ai venticinque centimetri e sono provviste di un paio di fori di ventilazione. Nel frattempo la pianta reagisce alla loro presenza emettendo notevoli quantità di resina, che si rapprende formando una caratteristica forma circolare attorno al foro d’ingresso. La femmina depone dalle 60 alle 160 uova, che vengono ricoperte con materiale prodotto dallo scavo dei cunicoli. I maschi abbandonano la galleria materna solo al termine della deposizione delle uova, seguiti dalla femmina a distanza di poche settimane. Lo sviluppo larvale dura circa 7-8 settimane, durante le quali le larve attraversano quattro mute nutrendosi di tessuto corticale, ottenuto dallo scavo delle gallerie, fino alla creazione di una camera pupale a ridosso della superficie esterna della corteccia, ove si trasforma in pupa. Passano circa 80 giorni dalla schiusa delle uova all’abbandono del tronco da adulti, i quali poi vivono circa 10 mesi. 
 
 
La seconda fase avviene verso giugno, quando i neo adulti fuoriusciti dal tronco vanno alla ricerca di rami di pino sani, nei quali scavano delle gallerie fino a raggiungere i germogli, di cui si nutrono per il completamento della loro maturità sessuale. Questo porta a un rapido deperimento dei pini, visibile a occhio nudo soprattutto verso agosto, perché rende la chioma degli alberi gialla e il tronco assume un colore rossastro, dovuto al distaccamento della corteccia. 
 
 
Se non si agisce in tempo, questo processo causa la morte dell’albero, ma come si interviene? La parola chiave è ENDOTERAPIA!
 
L’endoterapia è una tecnica molto efficace in termini di controllo fitosanitario di uno o più parassiti bersaglio che permette la somministrazione di un formulato insetticida liquido, il quale per mezzo di un’iniezione all’interno del sistema vascolare dell’esemplare arboreo, si diffonde nei tessuti legnosi e nella chioma ove il parassita esplica la sua azione. 
 
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